Il primo nucleo di una comunità intenzionale tradizionale
radicata nella fede cristiana e nella cultura siciliana.
Il progetto del Borgo Ideale nasce dalla convinzione che, in un’epoca di disgregazione, sia possibile — e necessario — ricostruire e rigenerare luoghi di vita autentica, radicati nella Tradizione.
Non si tratta di ritirarsi dal mondo, né di creare un villaggio amish, ma di creare presìdi di normalità da cui ripartire. Il Baglio San Michele vuole essere uno di questi avamposti: un luogo dove la Tradizione non è folklore, ma stile di vita concreto.
"Dove le famiglie possono crescere in un contesto di stabilità, bellezza e comunità. Dove i genitori possono guardare con serenità al futuro dei figli, lasciando loro una casa e i mezzi per vivere dignitosamente. Dove il tempo è scandito dal canto degli uccelli, dal suono delle campane, dal rumore dei trattori nei campi e dalle voci amiche dei vicini."
Il progetto si fonda sul concetto di Sicilian Slow Living: un modo di abitare lento, autentico e radicato, che unisce il recupero del patrimonio ibleo con standard abitativi moderni e una comunità intenzionale ma non settaria.
Un esperimento sociale replicabile, orientato alla residenza stabile e all’autonomia familiare.
Lo slow living non è una tendenza passeggera né un semplice invito al relax rurale. È una filosofia esistenziale profonda, radicata nella Tradizione cristiana e nella cultura siciliana, che contrappone al tempo accelerato della modernità urbana un ritmo intenzionale, fatto di presenza, cura e armonia con i cicli naturali.
Nel contesto del Baglio San Michele, il Sicilian Slow Living diventa il tessuto connettivo che unisce restauro architettonico, sovranità alimentare, formazione professionale e coesione comunitaria.
Già Masseria Torre Mastro • Contrada Torre Mastro, Puntarazzi-Donnafugata (RG)
Una masseria fortificata del XVI secolo situata nel cuore della Sicilia iblea: 2.200 m² di edifici storici + 23 ettari di terreno fertile con vista mare.
L’idea è semplice ma rivoluzionaria: trasformare questo bene storico nel primo nucleo di una comunità intenzionale tradizionale, abitata stabilmente da famiglie che scelgono di vivere secondo valori cristiani, autonomia e tradizione siciliana.
Non si tratta di un semplice agriturismo o di un villaggio turistico. Si tratta di un borgo vero, dove le persone abitano stabilmente, lavorano la terra, si formano reciprocamente e crescono i propri figli in un contesto di senso e appartenenza.
14 appartamenti nel corpo storico + spazi comuni (cappella, androne, cantina, biblioteca)
Ciò che rende unico questo progetto è la combinazione di elementi raramente uniti in un’unica operazione.
14 appartamenti nel baglio fortificato del XVI secolo, con standard elevati e rispetto dell’autenticità iblea.
20 nuove abitazioni rurali costruite con tecniche e materiali tradizionali del territorio.
Posizionamento deciso sul Sicilian Slow Living, radicato nella fede cristiana e nella tradizione siciliana.
Aperta e non ideologica, ma coesa attorno a valori condivisi di stabilità familiare e reciprocità.
Il Baglio San Michele non è solo un luogo fisico. È una comunità intenzionale leggera, radicata nella tradizione siciliana ma aperta e non settaria, dove le famiglie scelgono di vivere secondo valori condivisi di fede, stabilità e reciprocità.
La governance è ispirata alle antiche universitates rurali siciliane e ai capitoli monastici benedettini. Il Capitolo dei Savi — composto da 9 membri eletti tra agricoltori, artigiani, tecnici e famiglie — garantisce buon governo, rotazione delle cariche e fedeltà ai principi di trasparenza e bene comune.
Ispirato alla Regola di San Benedetto (“ora et labora”) e alle Costituzioni comunali medievali.
Autosufficienza alimentare, zootecnica e artigianale come fondamento di resistenza e dignità.
Il mercato immobiliare rurale nelle aree iblee mostra una domanda crescente di proprietà autentiche e contesti comunitari stabili. Famiglie italiane ed europee cercano alternative al degrado urbano e alla precarietà.
Il modello “comunità chiusa selettiva + privacy familiare + vita condivisa” è ancora raro in Sicilia e risponde a una nicchia emergente di acquirenti che cercano non solo una casa, ma un ecosistema di senso.
Il progetto è aperto al dialogo con il territorio: imprese, artigiani, istituzioni e famiglie che condividono questa visione.