Nel Baglio San Michele l’autonomia alimentare costituisce il primo e più importante pilastro della comunità intenzionale. Produrre e trasformare il proprio cibo significa restituire alle famiglie sicurezza, dignità e radicamento, in un’epoca in cui le catene globali di approvvigionamento risultano sempre più fragili.
Principi fondanti
- • Custodia responsabile della terra come dono ricevuto dal Creatore
- • Chiusura dei cicli produttivi all’interno della proprietà
- • Integrazione tra colture, allevamenti e trasformazioni artigianali
- • Trasmissione intergenerazionale dei saperi rurali e artigianali
- • Partecipazione attiva delle famiglie
- • Scansione del tempo data dalle Tempora e dalle benedizioni dei campi, degli orti e degli animali
Metodi e pratiche operative
Le attività sono coordinate dai tre Savi agricoli e zootecnici del Capitolo dei Savi e prevedono agricoltura biodinamica e rigenerativa su uliveti, vigneti e orti, potatura tradizionale, produzione di ortaggi stagionali, allevamento integrato con pascolo rotazionale e trasformazione artigianale (forno a legna, norcineria, caseificazione).
Realizzazione progressiva per fasi
Fase 1 (2026-2028) – Autonomia del Baglio storico
Nel Baglio fortificato restaurato si imposta l’autonomia alimentare di base per i primi residenti con orti collettivi, piccoli allevamenti e laboratori di trasformazione. I residenti possono già contare su una produzione significativa di ortaggi, uova, pane e salumi.
Fase 2 (post-2028) – Autonomia dell’intera proprietà
Con il restauro e la ricostruzione delle 3 case coloniche e della parte crollata dell'ala est si consolida l’autonomia per l’intera comunità. Ogni casa dispone di un lotto privato e i terreni comuni consentono la produzione su scala più ampia. Solo in questa fase si raggiunge la piena autosufficienza per tutte le 35 unità abitative.
Formazione e corsi pratici
Il Baglio organizza corsi e laboratori aperti ai residenti e ai candidati:
- • Agricoltura biodinamica e rigenerativa
- • Potatura tradizionale di ulivi e alberi da frutto
- • Allevamento sostenibile di pollame, capre e suini
- • Panificazione con lievito madre e forno a legna
- • Norcineria tradizionale e conservazione delle carni
- • Produzione di olio extravergine di oliva
- • Orticoltura stagionale e permacultura applicata
- • Produzione agroalimentare (miele, conserve e marmellate)
- • Produzione casearia (formaggi e prodotti latticini)
- • Coltivazione e trasformazione di piante officinali
L’autonomia alimentare non è solo produzione: è educazione, relazione con la terra, sicurezza per le famiglie e bellezza del lavoro ben fatto. Costituisce uno dei modi più concreti per vivere la fedeltà alla Tradizione nel nostro tempo.